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IRENE BORGNA Cieli neri

SABATO 2 LUGLIO | ORE 17.00 | VALLORIATE (CN)

“Cieli neri. Come l’inquinamento luminoso ci sta rubando la notte”

Irene Borgna presenta il suo ultimo libro, vincitore del Premio Rigoni Stern 2021

Entrata libera, fino ad esaurimento posti

Siamo tutti in grado di capire cosa voglia dire la parola «notte», anche se forse non ne abbiamo mai fatto davvero esperienza. Chi vive nel mondo occidentale, soprattutto nelle grandi città, è raro si sia immerso in una notte autentica dove le stelle hanno la forza di bucare la coperta nera del cielo. La luce elettrica, una grande invenzione che ha aperto la porta a migliaia di nuove esperienze, ha però inesorabilmente occupato il buio impedendoci di vivere l’altra faccia del giorno, con tutti i suoi doni: le stelle, la Via Lattea, il ritmo sonno/veglia, la poesia dell’oscurità. Irene Borgna, tra le mani una mappa dei cieli neri europei, è partita alla ricerca di quei luoghi che ancora resistono all’inquinamento luminoso. Dalle Alpi Marittime al Mare del Nord, a bordo di un camper, l’autrice ha compiuto un viaggio per tornare a vivere quelle tenebre che furono divise dalla luce all’inizio del mondo, per capire cosa voglia dire inquinare la notte, per raccontarci gli aspetti economici, antropologici, sociali, poetici e simbolici di quello che potremmo chiamare «uno stato d’animo in via d’estinzione».

IRENE BORGNA

Nata a Savona, classe 1984, ha frequentato il Liceo Classico, studiato tre lingue e si è laureata a Genova con una tesi in filosofia dell’ambiente, divenuta poi il libro “Profondo Verde. Un’etica per l’ambiente tra decrescita e deep ecology” (Mimesis, 2010). Ha conseguito un dottorato in antropologia alpina, che le ha dato la possibilità di recarsi ripetutamente in Valle Gesso, dove ha seguito un corso come Accompagnatore naturalistico della Regione Piemonte. Nel 2011 ha ottenuto il brevetto e nel 2013 ha iniziato a usarlo. Oggi vive ai piedi della Bisalta e lavora come guida naturalistica nelle Alpi cuneesi, dalla Val Tanaro alla Valle Po, scrivendo di montagna e ambiente per testate giornalistiche come Alpidoc. Ispirata dall’affascinante figura del guardiacaccia e guardaparco Louis Oreiller, insieme a lui ha firmato Il pastore di stambecchi (menzione speciale al premio Rigoni Stern).

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